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La Riserva Naturale del Bosco delle Fontane

Cismon del Grappa
Tel. 0424 524351 (IAT Bassano del Grappa)
Web www.cismon.it
email iat.bassano@provincia.vicenza.it

Il Bosco delle Fontane si trova a Cismon del Grappa lungo la Valle del Brenta ad una altitudine di circa 200 m slm, e consiste in un bosco ripariale avente una estensione di circa quaranta ettari. E' situato nella parte sud-ovest del territorio comunale, incuneato tra lo sbocco della Val Nassa e della Val dei Ponti provenienti dal massiccio del Grappa e l'alveo del fiume Brenta. Questo importante biotopo è caratterizzato per tutta la sua estensione da una forte presenza di Ontano bianco (Alnus incana) accanto ad altre essenze come il Carpino, il Tiglio, la Robinia pseudoacacia e il salice, questo in particolare nelle zone prospicienti il fiume Brenta.

La sua formazione, come si evince dalle mappe catastali, risale agli inizi del 1800, ed è avvenuta in un'area periodicamente invasa dall'acqua nel corso delle piene, dove essa trovava uno sfogo naturale per essere rilasciata successivamente in maniera graduale con benefico effetto nei confronti dei territori posti più a valle dove, tra l'altro, vi sono dei forti restringimenti al deflusso delle acque. Piena dopo piena, i sedimenti ivi depositati dall'acqua hanno permesso lo sviluppo della tipica flora ripariale e nel corso degli anni hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo del bosco come noi lo conosciamo oggi. La funzione di zona di espansione delle acque non si è mai arrestata, anzi ulteriormente affermata negli ultimi anni, proprio a causa degli sconsiderati interventi (restringimento dell'alveo, incanalamento, costruzione di case e manufatti nelle immediate vicinanze delle sponde, ecc.) effettuati nel corso del fiume Brenta nella zona posta più a sud di Cismon e della variazione del regime delle piogge causato dal mutamento climatico che ha reso più frequente il manifestarsi di eventi estremi.

Altrettanto importante però è anche la funzione di rifugio per molte specie animali e vegetali. Si deve pensare infatti che più il territorio viene occupato dall'uomo e dalle sue attività, siano esse residenziali o produttive, e sempre meno superficie rimane inalterata e a disposizione della flora e della fauna. Ecco dunque che esse trovano rifugio solo in piccoli e rari lembi di terra, generalmente marginali e improduttivi, come ad esempio il Bosco delle Fontane. Tuttavia questo Bosco rappresenta un più complesso sistema ambientale a cui concorrono altri decisivi fattori. In esso infatti pervengono le acque che, scendendo dalle valli del Grappa, come la Val Nassa, Val dei Ponti e Val Gallina, scompaiono dapprima tra i detriti alluvionali che si sono accumulati ai loro piedi e poi, prima di raggiungere il Brenta, riaffiorano nella piana alluvionale sottostante. Inoltre, grazie alle correnti fredde che scendono dal Grappa attraverso queste valli, all'alternanza dell'insolazione e dell'ombrosità si è prodotto un microclima che permette la presenza contemporanea di specie mediterranee (ad es. l'Ophrys holoserica, orchidea, stazione più a nord di tutto il vicentino) tipiche dei climi più caldi o addirittura aridi, e di specie subalpine tipiche di climi più freddi (es. Paris quadrifonia, Cardamine pentaphyllos, ecc). Riguardo alla presenza della fauna selvatica vi è la presenza di numerosi mammiferi come la volpe, il tasso, il capriolo, la faina, la donnola e tra gli uccelli quella del Falco pellegrino, del Merlo acquaiolo, del Martin pescatore, dell'Airone cenerino, dell'Usignolo del Piro piro piccolo e dell'Aquila reale oltre che di alcuni tetraonidi presumibilmente provenienti dai rapidi pendii che sovrastano il bosco stesso. Notevole anche la presenza di uccelli notturni come il Barbagianni, l'Assiolo, la Civetta, il Gufo reale e l'Allocco. Tra i rettili sono presenti l'Aspide, il biacco e il colubro.

Per tutti questi peculiari motivi questa parte del territorio comunale rappresenta un'area del tutto unica, non solo nel Canale di Brenta ma in tutta la provincia di Vicenza. Ecco perché da circa un ventennio il Bosco, nonostante l'attraversamento della superstrada 47 della Valsugana e le manomissioni di carattere idrogeologico subite (abbassamento dell'alveo del fiume Brenta), ha attirato l'attenzione degli studiosi e degli appassionati della natura. Non meraviglia perciò che, agli inizi degli anni '90, l'Amministrazione comunale, sotto la spinta delle associazioni naturalistiche e dell'opinione pubblica, lo abbia classificato come zona a Parco naturale andando successivamente ad istituire la Riserva Naturale del Bosco delle Fontane e promuovendo la sua destinazione d'uso a fini prioritariamente naturalistici e di educazione ambientale.

La volontà della comunità di Cismon e più in generale della Valle è che il Bosco delle Fontane sia definitivamente sottratto all'abbandono e al degrado, protetto e valorizzato come strumento educativo ed inserito in un più vasto progetto che insieme alle grotte di Oliero, al lago del Corlo e al Covolo di Butistone sia valorizzato e preservato attraverso le generazioni come testimonianza peculiare delle nostre origini e della nostra cultura.

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