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Tonezza del CimoneTonezza del Cimone ha uno dei paesaggi più belli e seducenti delle montagne venete. In autunno questi luoghi si colorano di mille tonalità e sembrano usciti dalla tavolozza di qualche pittore. Tonezza, tranquillo paese di montagna, permette di ritemprare il proprio animo avvicinandosi alla natura.

Le varie contrade si diramano tra prati, in cui d'estate si odono "muggir armenti", e tra boschetti. Da segnalare per bellezza e suggestione "La Valle dei ciliegi": percorso didattico-naturalistico che si sviluppa ad anello per circa 2.5 Km. nel cuore dell'Altopiano di Tonezza, tra estesi pascoli, fitti boschi di faggi, abeti e il bianco dei ciliegi in fiore durante la primavera. 

Cenni storici

I primi abitanti dell' altopiano dovrebbero risalire all'epoca della preistoria, ne sono valide testimonianze le numerose selci lavorate ritrovate sia sull'altopiano dei Fiorentini in Valle delle Lanze come, in piccola misura, pure a Tonezza. Molto probabilmente non vi fu continuità d'insediamento, data la natura selvaggia dei luoghi e particolari eventi di natura geofisica. La zona vide il passaggio dei romani, che qui scavarono metalli, e passarono per le conquiste delle terre alpine e nord alpine fissandovi guarnigioni a difesa delle valli e dei confini.
Di questa presenza romana ne fa fede il ritrovamento di monete con l'effige di Claudio (41-54 a.C.) e d'Alessandro Severo (222-235 d.C.) a Tonezza lungo la via mulattiera che sale da Forni per Canale, Centro, contrà Via, contrà Sella al Passo della Vena. Della escavazione e della lavorazione dei metalli in loco sono testimonianze i nomi di alcune località : Forni (da fumi), Passo della Vena (da vena), Fusine (da fucine).

Fino all'anno mille nulla si sa dei possibili abitanti in queste terre, probabilmente non ce ne furono, sia perchè negli anni 580, 584, 589 vi furono rovinose inondazioni, sia perchè attorno al millecinquecento le famiglie locali (i fuochi) erano soltanto una trentina. I primi abitanti di cui si sa qualcosa furono tedesco-bavaresi mandati quassù dagli Ottoni negli anni 952 e 976, o coloni che furono mandati dai vari Signori che in quegli anni avevano il dominio su queste montagne. Infatti, in 400 anni di storia si susseguirono nel controllo della zona il Comune di Vicenza (1164-1236), gli Ezzelini (1236-1259), i Padovani (1259-1311), gli Scaligeri (1311-1387), i Visconti (1387-1404) e poi i Veneziani.

Signori in ogni caso in zona, per la sorveglianza militare e la parte economica, erano i Velo. Pertanto difficile, se pur romantico ed affascinante, è far risalire l'origine di Tonezza a sette briganti o martiri della libertà fuggiti sotto il dominio degli Ezzelini o dei Veneziani. I documenti che parlano di queste epoche buie e delle varie guerre tra questi "Signori" e quelli di Beseno (i conti Trapp) che dominavano la Val Lagarina nel versante di Trento, sono quasi nulli. La prima citazione di Tonezza risale al 1292 in un documento a certificazione di proprietà dei Conti Maltraversi che dice : "...in qua montanea (Theoneze) sunt aedificate domus et appellantur fumi, et vena ubi cavatur ferrum" e in un altro documento vi si legge "villa montis Toneze". Altri elementi sono testamenti o documenti per l'elezione del Parroco.

Fino alla Grande Guerra il paese vive una piccola storia isolata, fuori dal mondo, tutta rurale, senza coinvolgimenti in eventi particolari. Si può far menzione che Tonezza già agli inizi di questo secolo conosceva il turismo per la presenza nel periodo di villeggiatura di nobili vicentini (Valmarana, Roi, ...), tra cui lo scrittore Antonio Fogazzaro che di Tonezza dà una descrizione lirica in un intero capitolo di Piccolo Mondo Moderno, il sesto, dove Tonezza è detta "Vena di Fonte Alta". La Grande Guerra richiama l'attenzione di tutta la Nazione su questi luoghi, l'unico episodio che porta l'Altopiano alla ribalta della cronaca nazionale, successe durante la Prima Guerra Mondiale e va sotto il nome di "spedizione punitiva" austriaca contro l'Italia, Strafexpedition, di cui resta testimonianza nei forti militari semidistrutti e sulla vetta del Monte Cimone.

Nell'anno 1924 Tonezza, grazie alla volontà e alla tenacia dei suoi abitanti, diviene Comune a sé stante, separandosi da Forni. Durante la Seconda Guerra poi viva è la lotta partigiana su tutto l'altopiano e nelle vallate limitrofe. 

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