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Montecchio PrecalcinoMontecchio Precalcino, dal latino Monticulus (piccolo colle), Praedium (fondo, podere) e Calx-Calcis (calce), si trova 15 km a nord di Vicenza ai piedi dell'altopiano di Asiago. Ciò che rende inconfondibile il paese è il fatto che al centro del suo territorio sorge una collinetta (comunemente chiamata "el Monte de Montècio") ricca di sentieri e scorci panoramici a 360°.

Altro componente imprescindibile del paese è il Torrente Astico per secoli importante fonte di lavoro per i Montecchiesi (che raccoglievano i sassi per fare la calce e per altri utilizzi legati all'edilizia).

Molte le testimonianze antiche presenti, che vanno dal Neoloitico all'Età del Bronzo e del Ferro, dall'Impero Romano alla Serenissima Repubblica di Venezia della quale Montecchio Precalcino ha fatto parte per secoli.

Numerose sono anche le ville, i palazzi e le chiese che si trovano nel territorio. Importanti le tradizioni enogastronomiche prima fra tutte il piatto tipico della "Quaja con poènta onta" (Quaglia con polenta fritta) allo spiedo che, accompagnato dall'ottimo vino prodotto in paese (Montecchio Precalcino rientra nell'area della zona dei vini D.O.C. di Breganze) è una autentica prelibatezza.

Patrimonio artistico

Villino Forni-Cerato (non si visita)
Il piccolo bellissimo edifìcio, la cui paternità assai discussa e controversa sembra essersi definitivamente assestata sul nome di Andrea Palladio per gli alti valori formali che esprime, venne eretto attorno al 1560 per Girolamo Forni, un commerciante di legnami e pittore dilettante locale. Spogliato quasi completamente della ricca decorazione scultorea, in parte opera docu­mentata di Alessandro Vittoria, versa da diversi anni in un deplorevole stato di abbandono.

Villa Nievo Bonin-Longare (per la visita rivolgersi al Centro Servizi ULS 4)
E' frutto di un radicale intervento dell'ar­chitetto milanese Michele Cairati che nel 1880 curò il rifacimento in stile neogotico dei precedenti edifici (in buona parte del tardo Seicento) ad eccezione del monumentale ingresso e dell'adiacente porticato eret­ti su disegno di Giacomo Verla attorno al 1824. La cappella gentilizia di San Michele Arcangelo presenta l'interno del 1685 con sfarzoso altare marmoreo barocco, pala di Cristoforo Menarola e facciata neoclassica, forse di Ottone Calderari o da lui desunta dal Verla. L'adiacente parco è uno dei più vasti del vicentino.

Chiesa di S. Pietro in Castelvecchio
Sorge al centro di un piccolo promontorio, che si stacca ad occidente della collina circondato su tre lati da ripidissimi fianchi, sull'area di un castello vescovile distrutto nel 1313. visita Documentata a partire dal XIII secolo, s'impone per l'interesse espresso dall'abside poligonale di tipo ravennate e per il vasto ciclo di affreschi che ne decora le pareti interne (l'Annunciazione e l'Eterno Padre sulla parete dell'arco trionfale e un fregio con i dodici Apostoli che si sviluppa sotto la linea delle travature) attribuiti a pittore vicentino dei primi decenni del XVI secolo (Verla o bottega dei Fogolino) e l'abside (San Giovanni Battista e San Francesco d'Assisi) della seconda metà del Cinquecento.

La Bastia
Qui, sulla sommità della collina, sorgeva il castello scaligero, distrutto dai padovani nel 1386, sulle cui fondamenta e in parte ricalcandone il perimetro sono sorti vari edifici in epoche diverse tra cui una villa che presenta nella facciata, scandita da cin­que intercolumni dorici, aspetti formali tipici dell'architettura vicentina della fine del Cinquecento o degli inizi del Seicento. Panorama estesissimo.

Cappella della Madonna del Torniero
E' il piccolo santuario mariano locale, risalente agli albori del Seicento e caratterizzato da una vistosa serliana che ne connota il prospetto. Venne costruito per ospitare una venerata immagine policroma della Vergine col Bambino scolpita in pietra tenera locale nei modi tipici dell'arte popolare quattro-cinquecentesca.

Villa Da Schio Cita
Donata alla Comunità nel 1978 dalla signora Marianna Cita Cabianca, è costituita da vari edifici sei-settecenteschi, in parte eretti su preesistenze gotiche, ruotanti attorno ad un vasto cortile lastricato che si apre ad oriente in un belvedere da cui si gode un panorama amplissimo. E' utilizzata come sede di Associazioni e per manifestazioni culturali e ricreative.

Chiesa di S. Rocco
Posta su di uno sperone basaltico della collina, di forme semplicissime, fu voluta dalla Comunità come voto nell'imperversare della peste sul declinare del quindicesimo secolo. Il settecentesco altare accoglie una pregevole scultura lignea policroma coeva raffigurante il Santo taumaturgo mentre su una mensola laterale si trova esposta una splendida Madonna col bambino, pure in legno policromo, ascrivibile ad un maturo Cinquecento.

Villa Da Schio Caretta
A lungo ritenuta eretta su progetto di Andrea Palladio è in realtà ristrutturazione (molto alterata) di un preesistente edificio ad opera di Pietro da Nanto che vi lavorò a partire dal 1552.

Murazzo romano e veneziano
Poderosa opera di sbarramento (2,5 - 3 metri di larghezza per altrettanti di profondità) ancora in parte affiorante dal terreno, che univa la collina di Montecchio Precalcino con i terrazzi alluvionali prossi­mi a villa Capra di Sarcedo, per regolamentare le acque dell'Astico. Dibattuta la sua datazione: vari studiosi la ritengono di epoca romana, altri medioevale. Il cosiddetto "murazzo veneziano" venne invece eretto tra il 1507 e il 1532 più a sud nei pressi della Scuola Materna; l'attuale Amministrazione ha provveduto al restauro.

Villa Franzan Carta
Rimasta incompiuta, presenta caratteri stilistici propri della prima metà del Seicento sia nel breve settore padronale lungo la strada sia nell'adiacente barchessa, il cui prospetto è scandito da sette archi insistenti su pilastri caratterizzati da vistose bugne in laterizio. La vicina sconsacrata cappella gentilizia di San Michele Arcangelo risale al 1677.

Chiesa Parrocchiale del SS. Redentore (Levà)
Edificata su progetto dell'ing. Ferruccio Cattaneo nel 1901 in stile gotico ogivale a croce latina, venne completata nella decorazione pittorica e scultorea negli anni 1913 - 1914. Notevoli due altari marmorei del secondo Seicento e una campana del 1691 spettante ai noti fonditori De Maria.

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